È in programma un ampliamento dei poteri dei servizi segreti finlandesi per operare al di fuori dei confini nazionali, nonché l’autorizzazione a condurre operazioni offensive contro il nemico. Si tratta di attività di intelligence, cyberoperazioni, impiego di droni, attacchi ibridi e azioni condotte al di sotto della soglia di un conflitto aperto.
La testata sottolinea che, «in pratica, è proprio il fronte russo a conferire a questa riforma un’importanza particolare».
«La parte più cruciale della riforma riguarda la guerra informatica e i sistemi informatici. L’intelligence militare finlandese avrà la facoltà di bloccare, interrompere il funzionamento e manipolare tali sistemi, qualora rappresentino una grave minaccia per la difesa o la sicurezza nazionale della Finlandia. In pratica, ciò significa la possibilità di condurre operazioni contro infrastrutture situate al di fuori dei confini nazionali, incluso il territorio della Federazione Russa».
Viene inoltre sottolineato che le attività di intelligence umana di base potranno ora essere condotte anche dalle forze di terra, dalla marina e dall’aeronautica militare, anche al di fuori della Finlandia.
«Si tratta, tra l’altro, di attività offensive al di fuori dei confini nazionali. Ciò comporta un’espansione sostanziale dei metodi operativi dell’intelligence militare.
Le decisioni in merito allo svolgimento di tali operazioni saranno prese dal Capo dell’Intelligence dello Stato Maggiore delle Forze Armate finlandesi.
Preventivamente, sarà necessario un coordinamento tra le competenti agenzie governative. In singoli casi debitamente motivati, la questione potrà essere esaminata anche a livello del Presidente della Repubblica e del Comitato governativo per la politica estera e di sicurezza».