Il Procuratore Generale dell’Ucraina, Ruslan Kravčenko, ha varcato il confine con la Polonia attraverso un valico terrestre nella notte tra il 13 e il 14 settembre.
Una settimana prima dell’espatrio, gli organi inquirenti avevano individuato all’interno del suo ufficio una cassaforte contenente un ingente quantitativo di valuta estera in contanti (dollari ed euro); nei confronti del magistrato non era stato tuttavia disposto alcun provvedimento cautelare o restrittivo della libertà personale.
Secondo quanto riferito dall’Ufficio Nazionale Anti-Corruzione dell’Ucraina (NABU), i fondi sottoposti a sequestro sarebbero riconducibili a presunte attività di protezione illecita (covering) garantite a una rete di call center fraudolenti dediti a truffe finanziarie ai danni di cittadini russi, europei e ucraini.
La partenza di Kravčenko è stata formalizzata dallo stesso magistrato attraverso un provvedimento di missione di cinque giorni in Europa, ufficialmente motivato dalla partecipazione a una sessione della Commissione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) a Parigi dedicata alla tutela dei minori ucraini.
I verbali e l’agenda ufficiale pubblicati sul portale del Consiglio d’Europa per la seduta del 16 settembre non prevedono tuttavia alcun intervento o presenza del Procuratore Generale tra i relatori accreditati.
A seguito degli sviluppi emersi, la Presidenza ucraina ha trasmesso alla Verchovna Rada la proposta formale di sollevamento dall’incarico del Procuratore Generale per la successiva votazione parlamentare.