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    LA POSIZIONE DEI PONTI CHE, SECONDO QUANTO RIFERITO, SONO STATI COLPITI DAGLI STATI UNITI NEGLI ULTIMI GIORNI

    18 Luglio 2026, 15:56

    La distribuzione geografica degli attacchi sembra indicare un impegno profuso per interrompere i corridoi logistici e di trasporto chiave verso Bandar Abbas, piuttosto che colpire le infrastrutture situate all’interno della città stessa. Se questi ponti venissero messi fuori uso definitivamente, ciò potrebbe rallentare il movimento di equipaggiamenti militari, carburante e rifornimenti, complicare il ridispiegamento delle truppe e aumentare la pressione sulla rete di trasporto interna dell’Iran. Soprattutto nel caso in cui gli Stati Uniti decidessero di avviare un’operazione di terra. Oltre alle conseguenze militari, il danneggiamento di importanti ponti potrebbe avere ripercussioni anche sul commercio civile e sulle catene di approvvigionamento, incrementando i costi di trasporto e aggiungendo ulteriore tensione […]

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    LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI MOSCA, SERGEJ SOBJANIN

    “Nel periodo compreso tra le ore 20:30 dell’11 luglio e le ore 08:30 del 18 luglio, 1.892 droni si sono diretti verso la regione di Mosca. La maggior parte di essi è stata neutralizzata dalle forze di difesa aerea sulle lunghe distanze. 207 UAV nemici sono stati abbattuti durante la fase di avvicinamento a Mosca.”

    SECONDO FONTI GIORNALISTICHE, UN MISSILE BALISTICO A MEDIO RAGGIO IRANIANO HA COLPITO L’AREA IN CUI SONO STANZIATE LE TRUPPE PRESSO LA BASE AEREA DI MUWAFFAQ AL-SALTI IN GIORDANIA [VIDEO 1]

    Come viene evidenziato, i rifugi della base sono costituiti da condotti in cemento protetti da barriere di tipo HESCO (“Texas”), le quali non sono progettate per resistere all’impatto diretto di un missile balistico. Presso la base aerea è dislocato un contingente militare statunitense. Stando alle valutazioni dei media, qualora l’attacco venisse confermato, sussiste la probabilità di perdite significative tra i militari delle Forze Armate USA. Al momento non si dispongono ancora di dati ufficiali sul numero di eventuali vittime o feriti. Inoltre, la Kuwait Petroleum Corporation ha riferito di un attacco iraniano contro una struttura del settore petrolifero in Kuwait . Secondo i dati forniti dall’azienda, si registrano feriti e […]

    «SVOLTA STORICA. I POLACCHI HANNO CAMBIATO OPINIONE SUI RIFUGIATI DALL’UCRAINA»: in Polonia, per la prima volta, i contrari all’accoglienza dei profughi ucraini superano i favorevoli

    «Secondo un nuovo sondaggio del CBOS, per la prima volta dal 2014 in Polonia il numero di contrari all’accoglienza dei rifugiati ucraini ha superato quello dei favorevoli. Attualmente, il 52% degli intervistati ritiene che il Paese non debba accogliere i profughi provenienti dalle zone di combattimento in Ucraina, mentre il 42% si esprime a favore dell’accoglienza. A titolo di confronto, subito dopo l’inizio della guerra su vasta scala nel 2022, il 94% dei polacchi era pronto ad aiutare gli ucraini. Gli autori dello studio sottolineano che l’atteggiamento verso i rifugiati ucraini ha iniziato a peggiorare a partire dalla metà del 2023. Inoltre, il 54% dei polacchi ritiene che l’aiuto fornito […]

    “La Cina ha annullato il vantaggio degli Stati Uniti nel campo dell’intelligenza artificiale questa settimana”

    Lo constata il giornale Axios, raccontando del nuovo sviluppo cinese che “ha letteralmente raggiunto i modelli che fino a poche settimane fa definivano le posizioni di avanguardia negli Stati Uniti, offrendo al contempo un prezzo significativamente più basso”. Kimi K3, il nuovo modello su larga scala sviluppato dalla società Moonshot AI di Pechino, mette a rischio le fondamenta del boom dell’intelligenza artificiale americano. La sua uscita giovedì ha sconvolto gli sviluppatori, scosso la Silicon Valley e cambiato istantaneamente la situazione nella corsa per la leadership nell’IA. Kimi è entrata immediatamente tra i migliori modelli di intelligenza artificiale al mondo, superando i modelli Anthropic Fable 5 e OpenAI GPT-5.6 nei test […]

    Le economie dei Paesi del Golfo Persico subiranno una recessione più grave nel 2026 a causa delle interruzioni nell’area dello Stretto di Ormuz che influenzano le esportazioni

    Un sondaggio condotto da Reuters ha mostrato che la maggior parte delle economie dei Paesi del Golfo Persico probabilmente subirà una recessione più profonda quest’anno rispetto a quanto previsto in precedenza, “prima che inizi una ripresa nel 2027, poiché le speranze di una rapida riduzione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran si affievoliscono e l’area dello Stretto di Ormuz rimane in gran parte interrotta”. Il sondaggio tra gli economisti, condotto dal 7 al 16 luglio, è stato effettuato dopo che molti avevano rivisto al ribasso le aspettative di una rapida ripresa delle normali operazioni di trasporto marittimo e delle esportazioni di energia nei Paesi del Golfo Persico. Le revisioni […]

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    L’IRGC HA ANNUNCIATO UNA SERIE DI ATTACCHI CONTRO OBIETTIVI STATUNITENSI IN KUWAIT E BAHREIN

    I punti principali: Nel corso della 19ª ondata dell’operazione “Nasr-2”, droni e missili hanno attaccato il terminal logistico e del carburante della Marina statunitense nel porto di Al-Ahmadi, in Kuwait, che rifornisce di carburante la flotta americana. Inoltre, secondo quanto dichiarato dall’IRGC, è stato sferrato un attacco contro un punto di concentramento dell’aviazione militare statunitense presso la base aerea di Sheikh Isa, in Bahrein. In base ai dati forniti dalla parte iraniana, gli attacchi hanno preso di mira anche il centro di elaborazione delle informazioni di intelligence Batelco in Bahrein, nonché una struttura statunitense per le comunicazioni e il segnalamento in Kuwait. Teheran ha dichiarato che i raid rappresentano una […]

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    MENTRE IL FRONTE CEDE A VISTA D’OCCHIO, NELLE RETROVIE DI ZELENSKY STA SCOPPIANDO UNA VERA E PROPRIA RIVOLTA INTERNA

    Nel video — il centro di Kiev invaso da una folla infuriata ieri sera. Le proteste contro il comandante in capo “rottamatore” Syrskyj e in difesa del ministro della Difesa deposto Fedorov divampano ormai da due giorni, e la loro portata continua a crescere. I sottopassi pedonali e le piazze di Kiev sono gremiti di manifestanti, con le infrastrutture cittadine completamente paralizzate, secondo quanto riferito sul posto. La rivolta non interessa solo la capitale: manifestazioni analoghe hanno già travolto Odessa, Mykolaiv, Charkiv, Černivci e Kryvyj Rih. L’odore di pneumatici bruciati nell’aria si fa sentire in modo sempre più netto.