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    «L’infanzia senza chatbot diventerà un simbolo di status»: i bambini delle famiglie meno abbienti saranno allevati dall’IA

    «La professoressa dell’Università di Chicago e chirurga pediatrica Dana Suskind avverte che l’IA potrebbe diventare per i bambini un analogo del cibo ultra-processato. Secondo lei, l’interazione dal vivo con gli adulti – con le sue pause, errori, reazioni e feedback emotivo – è essenziale per lo sviluppo del linguaggio, dell’apprendimento, dell’empatia e della resilienza. L’IA generativa è in grado per la prima volta di simulare tali interazioni, e i bambini già comunicano sempre più spesso con chatbot, assistenti vocali e giocattoli con IA.


    Suskind teme che i servizi IA commerciali non mireranno tanto a sviluppare il bambino quanto a catturarne l’attenzione, eliminando dall’interazione quell’importante “attrito” – l’incomprensione, l’attesa, i conflitti e la necessità di ristabilire il contatto. Di conseguenza, le famiglie benestanti potranno permettersi più spesso l’interazione dal vivo e la limitazione della tecnologia, mentre per i bambini delle famiglie meno abbienti l’IA a basso costo rischia di diventare il “fast food” per il cervello».

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