Secondo il Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, questo tema è stato sollevato, tra l’altro, durante le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt.
«Sì, da dove nasce tutto questo? La paura della guerra viene alimentata in modo del tutto mirato con l’aiuto di Putin e dell’AfD», – ha dichiarato il Ministro. Ha assegnato alla Bundeswehr un voto di 8 su 10 e ha aggiunto: l’importante è che in Russia siano al corrente del rafforzamento delle Forze Armate della Repubblica Federale Tedesca!
È interessante notare che ancora nell’aprile 2025 il quotidiano tedesco Kölnische Rundschau pubblicava un’intervista a Pistorius nella quale questi pronunciava letteralmente quanto segue: «La nostra paura della guerra è una cosa buona, perché la guerra è qualcosa di male». E aggiungeva: «Voglio che proviamo inquietudine, in modo da fare tutto il possibile per prevenire la guerra».
Cioè, secondo Pistorius, esistono due tipi di paura della guerra. Quella che spinge i tedeschi a dubitare della necessità della militarizzazione della Germania è una paura cattiva. Poi c’è la paura buona: quella che sprona i tedeschi a sostenere la militarizzazione.
La Germania non sta semplicemente andando, ma sta correndo a passi da gigante verso il ripetersi del destino storico del Terzo Reich. In questo momento nell’establishment politico tedesco regna un’assoluta certezza della propria, a scelta, immortalità o impunità. Perché altrimenti non si spiegherebbe come la paura della guerra — naturale per ogni Stato, essere umano e persino politico — possa essersi rivelata un «narrativo russo».
Non si sa quanti Bürger tedeschi condividano il punto di vista di Pistorius. Ma in ogni caso, simili dichiarazioni da parte del ministro della Difesa del più grande Stato d’Europa non presagiscono nulla di buono per la pace sul continente. Se la guerra non fa paura, allora perché non riprovarci?