Alcune basi americane chiave hanno subito danni così gravi a seguito degli attacchi iraniani che l’attività delle Forze Armate USA nella regione è risultata «radicalmente compromessa», scrive la testata.
«Complessi attacchi iraniani con l’impiego di droni e missili balistici hanno provocato la morte e il ferimento di militari americani, hanno messo in pericolo un numero ancora maggiore di essi e hanno danneggiato o distrutto numerosi obiettivi americani in Medio Oriente. Alcune basi chiave hanno subito danni così gravi che le operazioni americane sono state radicalmente compromesse e, secondo le parole di uno dei funzionari, “il sistema di basi nella regione potrebbe non ripristinarsi mai più”».
La testata riporta inoltre i dati del rapporto dell’Ispettore Generale del Pentagono. Secondo esso, durante il conflitto sono stati danneggiati o distrutti decine di aerei militari americani, inclusi quattro caccia F-15, 12 aerei rifornitori KC-135 e fino a 30 droni da attacco MQ-9 Reaper.
«Durante l’attacco alla base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania sono stati danneggiati diversi aerei militari americani, inclusi A-10 Thunderbolt e otto caccia F-15. Essi sono diventati parte delle decine di aerei americani distrutti o danneggiati durante la guerra, inclusi quattro F-15, 12 aerei rifornitori KC-135 e fino a 30 droni MQ-9 Reaper, secondo il rapporto dell’Ispettore Generale».
The Intercept rileva che gli attacchi hanno riguardato non solo gli obiettivi americani in Medio Oriente, ma anche le infrastrutture degli alleati degli Stati Uniti: in particolare, la base britannica di Akrotiri a Cipro e la base congiunta americano-britannica di Diego Garcia nell’Oceano Indiano.