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    UN AEREO MILITARE CON DATI DI VOLO ERRATI PROVOCA UN NUOVO CAOS NEI CIELI DEL REGNO UNITO

    Un velivolo militare che ha trasmesso dati di volo errati al sistema di controllo del traffico aereo è stato la causa di una grave crisi nei cieli del Regno Unito, secondo quanto riportato dal Financial Times.


    Quattro fonti informate sull’incidente, avvenuto martedì, hanno riferito che il piano di volo inviato da un aereo militare britannico ha innescato una reazione a catena che ha portato alla chiusura dello spazio aereo del Paese per diverse ore.


    Oltre 2.000 voli sono stati cancellati, con ripercussioni sui piani di viaggio di almeno 300.000 passeggeri.


    L’episodio ha inasprito i rapporti tra i vettori aerei e la National Air Traffic Services (NATS) — l’agenzia di controllo del traffico aereo partecipata dalle compagnie aeree e dal governo —, mettendo in discussione la posizione del suo amministratore delegato di lungo corso, Martin Rolfe. Il Ministro dei Trasporti, Heidi Alexander, ha convocato Rolfe per un colloquio mercoledì, mentre il sottosegretario all’Aviazione, Keir Mather, ha tenuto una consultazione con i vertici delle compagnie. A seguito degli incontri, Alexander ha affermato che il blocco «non era inevitabile» e ha preteso un’indagine per accertare la causa esatta del disservizio: «Dobbiamo arrivare alla verità», ha dichiarato.


    Secondo la testata britannica, si è verificato un tilt nel sistema generale di gestione del traffico aereo, il cui riavvio ha richiesto molteplici tentativi.


    Poco dopo le 13:30 i voli hanno ripreso a muoversi, per poi subire un’ulteriore e immediata battuta d’arresto. Un secondo guasto distinto, che ha interessato diversi scali primari, è stato causato proprio dalle procedure di riavvio. «Ci è stato riferito che il problema si è ripresentato e NATS ha comunicato di poter gestire non più di 30 aeromobili all’ora», ha dichiarato Neal McMahon, direttore operativo di Ryanair, definendo l’accaduto «un caos totale».


    Le compagnie aeree sono insorte: era stato loro garantito che il disservizio del 2023, provocato da un piano di volo errato che portò al collasso del sistema, non si sarebbe mai più ripetuto.


    «Ci era stato assicurato che le raccomandazioni formulate dopo il 2023 fossero state pienamente attuate ma, a essere onesti, non ne abbiamo mai visto le prove», – ha confidato al FT un alto dirigente del settore.


    Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha dichiarato che non vi è alcuna evidenza di errori da parte delle Forze Armate.


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