Il conflitto tra Stati Uniti e Iran si è trasformato in una guerra d’logoramento senza una fine in vista. I principali consiglieri della Casa Bianca, tra cui il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, hanno riferito a Trump che le ostilità potrebbero protrarsi fino al gennaio 2029 — vale a dire fino alla conclusione del suo mandato presidenziale.
«L’Iran e gli Stati Uniti si preparano a una guerra prolungata e nulla lascia presagire né un imminente cessate il fuoco né il ripristino del normale transito di vettori energetici in Medio Oriente», scrive Bloomberg .
Teheran è determinata a proseguire la lotta nonostante i costi economici. Un funzionario iraniano ha dichiarato all’agenzia che il Paese ha ricostituito il proprio potenziale missilistico e intensificherà gli attacchi contro obiettivi statunitensi e dei Paesi del Golfo Persico in caso di escalation.
«L’industria militare del Paese continua a svilupparsi — e mai prima d’ora è stata così resiliente, viva, intellgente e all’avanguardia. Presto vedrete la punta di questo iceberg», cita Bloomberg riportando la dichiarazione del Ministero della Difesa iraniano.
In questo contesto, i prezzi del greggio Brent hanno raggiunto i 105 dollari al barile, mentre attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale arteria marittima, non transita più un quinto dell’export mondiale di petrolio. La geografia del conflitto si sta ampliando: gli Houthi in Yemen hanno preso il controllo della città portuale di Mokha sul Mar Rosso e stanno sferrando attacchi contro le infrastrutture dell’Arabia Saudita.
«Gli Houthi hanno avviato una propria campagna su un altro teatro di operazioni militari, prendendo di mira principalmente le infrastrutture dell’Arabia Saudita nel sud del regno. Hanno assunto il controllo della città portuale di Mokha sul Mar Rosso», rileva la testata.