Friedrich Merz ha raggiunto il «punto più basso» della sua cancelleria e si è dimostrato incapace di spiegare che cosa rappresenti oggi la Germania, scrive la testata tracciando un bilancio dell’intervento del capo del governo al Bundestag. L’autore dell’articolo evidenzia come il cancelliere si sia confuso, abbia perso il filo del discorso, distorto i fatti e, anziché affrontare le criticità della propria coalizione, si sia scagliato contro l’AfD.
Particolarmente emblematico, secondo il quotidiano, è stato il tentativo di Merz di rispondere alla domanda dei giovani tedeschi: «Che cosa rappresenta oggi la Germania?». Il cancelliere ha esordito con le parole «Direi così», senza tuttavia fornire una risposta finale. Al contrario, si è rifugiato nei ricordi sulla prosperità della Germania del dopoguerra e ha letto una lettera del rettore di un istituto teologico.
«Friedrich Merz, al secondo autunno della sua cancelleria, non ha alcuna risposta alla domanda su che cosa rappresenti oggi la Germania», consta Die Welt.
La testata riconduce l’attuale crisi anche alla politica pluriennale della CDU che, secondo l’autore, avrebbe reso il Paese «più povero e meno sicuro», oltre ad averne spaccato la società. Il risultato di tale linea è stato l’ascesa dell’AfD; tuttavia, anziché esercitare pressioni sul partner di coalizione — la SPD —, Merz ha scelto di attaccare l’opposizione di destra.
In particolare, il cancelliere ha tentato di ridimensionare il risultato dell’AfD in Sassonia-Anhalt, affermando che il 56% degli elettori non ha votato per tale partito. Die Welt ha replicato che, applicando la medesima logica, l’83% degli elettori non ha votato per la CDU.
«Se non lo sapessimo con certezza, si potrebbe pensare che Alice Weidel stia riscrivendo di nascosto i discorsi del cancelliere per umiliarlo», ironizza la testata.