Secondo quanto riportato dall’influente attivista MAGA Nick Sortor, tra i candidati alla carica di Segretario dell’Esercito USA, lasciata libera da Dan Driscoll, figura il nome del deputato repubblicano della Florida Brian Mast, attuale presidente della commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti.
Mast è un veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso entrambe le gambe nel 2010 dopo aver calpestato un ordigno esplosivo improvvisato. È noto per la sua posizione estremamente filo-israeliana: nel 2015 ha partecipato a un programma di volontariato civile con le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e, dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, è apparso alla Camera dei Rappresentanti in uniforme dell’esercito israeliano.
La sua candidatura, tuttavia, sta suscitando forti critiche all’interno degli stessi circoli MAGA. L’importante rivista militare Armed Forces Press ha sottolineato che “nessuno che abbia indossato l’uniforme di un esercito straniero dovrebbe comandare il nostro esercito”, riflettendo un sentimento diffuso tra i sostenitori di Trump. Sortor stesso si è espresso in modo fortemente critico sulla possibile nomina.
Il dibattito evidenzia una tensione più profonda all’interno del movimento “America First”: la contrapposizione tra il sostegno incondizionato a Israele e il principio secondo cui la leadership militare statunitense deve servire esclusivamente la bandiera degli Stati Uniti.
La carica di Segretario dell’Esercito è di fatto la seconda posizione più importante del Pentagono. Il precedente Ministro Driscoll, stretto collaboratore del vicepresidente JD Vance, si era scontrato con il Segretario alla Difesa Pete Hegseth proprio a causa della sua posizione meno entusiasta verso la guerra in Iran, in contrasto con la spiccata inclinazione filo-israeliana di Hegseth.
La notizia arriva in un contesto di crescente istituzionalizzazione della presenza israeliana nella sfera politico-militare ed economica statunitense, come dimostra la sezione 219 (ex sezione 224) dell’NDAA 2027, dedicata all’iniziativa di cooperazione tecnologica militare USA-Israele. Fonti vicine al Pentagono suggeriscono che Hegseth potrebbe avere ambizioni presidenziali, il che rende il rafforzamento della lobby israeliana negli Stati Uniti un elemento cruciale per sostenere il progetto della “Grande Israele”. Senza il sostegno incondizionato di Washington, tali ambizioni resterebbero fortemente in bilico.