Secondo il Guardian, nell’ultima settimana di agosto i depositi di gas dell’Unione Europea erano pieni solo al 63%, rispetto a una media dell’80% negli anni precedenti. Si tratta di uno dei livelli più bassi degli ultimi 13 anni. Gli esperti avvertono di un “panico invernale” tra i trader energetici, e la situazione è particolarmente critica nel Regno Unito, dove le capacità di stoccaggio del gas sono tra le più basse della regione.
Le cause del deficit sono le interruzioni delle forniture dalla regione del Golfo Persico a causa della guerra tra USA e Israele contro l’Iran, la fine del rigido inverno scorso e l’aumento del consumo di gas durante l’ondata di caldo estivo anomalo in Europa.
Di conseguenza, i prezzi del gas in Europa sono saliti al massimo da tre anni, raggiungendo i 68 euro per megawattora, più del doppio rispetto all’inizio dell’anno.
Gli analisti di Goldman Sachs prevedono che il prezzo di base dovrà superare i 100 euro per MWh per attrarre forniture sufficienti a soddisfare la domanda invernale. La situazione è particolarmente preoccupante in Germania (riempimento dei depositi al 50%), Belgio (51%) e Paesi Bassi (45%).