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    UNA MACCHIA D’OLIO GRANDE QUANTO 40.000 CAMPI DA CALCIO: CATASTROFE ECOLOGICA NELLO STRETTO DI HORMUZ

    Nello Stretto di Hormuz si è verificata una catastrofe ecologica a seguito di un attacco missilistico contro la rinfusa Minoan Pioneer. Una macchia d’olio ha coperto un’area di oltre 300 km², l’equivalente di 40.000 campi da calcio.


    Secondo i dati di BBC Verify, della società satellitare SkyTruth e del servizio TankerTrackers, il 3 agosto la nave cargo Minoan Pioneer, battente bandiera liberiana, è stata colpita da un missile al largo delle coste dell’Oman. Sull’imbarcazione si è sviluppato un incendio e dai serbatoi squarciati sono fuoriusciti oltre 380 mila litri di olio combustibile e petrolio. Entro il 10 agosto l’imponente macchia ha raggiunto l’isola iraniana di Qeshm.


    La perdita di petrolio ha completamente bloccato le spiagge dell’isola, mettendo a rischio di distruzione la riserva UNESCO «Hara», le foreste di mangrovie, le barriere coralline e i siti di nidificazione delle rare tartarughe embricate.


    Le autorità iraniane hanno accusato dello sversamento una «nave cargo straniera» e hanno dichiarato di aver liquidato la macchia; tuttavia, gli ecologisti definiscono lo sversamento solo la «punta dell’iceberg», poiché le frazioni pesanti del petrolio si sono già depositate sul fondo dello stretto.


    Dalla fine di febbraio nello Stretto di Hormuz sono stati registrati 67 attacchi a navi commerciali, attraverso le quali transitava una quinta parte del traffico mondiale di petrolio e gas.

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