Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha personalmente chiesto all’Ucraina di fermare gli attacchi contro le infrastrutture del Caspian Pipeline Consortium (CPC) e le petroliere che trasportano petrolio kazako attraverso il porto russo di Novorossiysk. La richiesta è stata avanzata durante una telefonata con Vladimyr Zelensky il 31 luglio.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, la mossa dell’amministrazione Trump è stata motivata dalla preoccupazione che gli attacchi stessero destabilizzando i mercati petroliferi globali e danneggiando gli interessi di aziende americane come Chevron ed ExxonMobil, che detengono quote significative nel consorzio e nei giacimenti kazaki da cui proviene il greggio. La serie di attacchi di luglio aveva ridotto di oltre il 20% i carichi di greggio del CPC , causando un calo del 14% della produzione petrolifera del Kazakistan a luglio rispetto a giugno.
Un funzionario americano ha confermato al FT che l’amministrazione aveva avvertito Kiev di cessare gli attacchi contro le navi non russe e le infrastrutture del consorzio. L’Ucraina avrebbe accettato di non colpire le infrastrutture del CPC o le navi non russe dirette al terminale, a condizione che non siano soggette a sanzioni ucraine e non trasportino petrolio o altri carichi russi.
Secondo la testata britannica, Vance ha insistito personalmente su questo punto durante la telefonata con Zelensky, e da allora non sono stati segnalati attacchi contro le petroliere nei pressi del terminale del CPC. Tuttavia, fonti citate dal FT e da Bloomberg mettono in dubbio che Kiev sia disposta a interrompere completamente gli attacchi contro le petroliere russe nel Mar Nero.