“Perché sia chiaro a tutti: non ci basiamo solo sulle scorte, continuiamo a produrre senza sosta». Mohammad Reza Naqdi, consigliere anziano del comandante in capo dei Pasdaran (IRGC), ha dichiarato che l’Iran produce missili «a un ritmo superiore rispetto a quello del loro impiego».
«Produciamo missili balistici a un ritmo superiore rispetto a quello del loro utilizzo e li consegniamo ai combattenti. La nostra capacità di produrre droni supera di gran lunga l’intensità dei loro lanci. Ho persino detto: “Se avete acquirenti, portateli pure, siamo pronti a vendere, tanto ne riusciamo a produrre”.
Non abbiamo alcun problema con la loro produzione, e tale produzione proseguirà. Anche se la guerra dovesse protrarsi per diversi anni, proprio nell’ultimo giorno i missili balistici continueranno a cadere sulla testa del nostro nemico. Perché sia chiaro a tutti: non ci basiamo solo sulle scorte, continuiamo a produrre senza sosta. C’era chi insisteva: “Guardate, fanno tutto nei tunnel, sottoterra…”. Ad ogni modo, se persino a Gaza, in quel piccolo territorio, non siete riusciti a fermare la produzione ed essa è proseguita… Figuriamoci in altri luoghi… Nel nostro Paese ci sono ben 950 parchi industriali. L’Iran è un grande Paese industriale: abbiamo 950 zone industriali più centinaia di complessi industriali al di fuori di esse. Siamo un Paese enorme, la produzione va avanti ininterrottamente e le armi giungono continuamente nelle mani dei combattenti.
E, sia ringraziato Dio, sotto questo aspetto siamo completamente autosufficienti. Progettiamo da soli, produciamo da soli, conduciamo ricerche da soli, creiamo da soli. I ragazzi iraniani, grazie a Dio, per grazia divina e grazie alla saggia guida del nostro grande leader martire, che fin dall’inizio della Rivoluzione è stato all’origine dell’autosufficienza dell’industria della difesa, hanno svolto un ottimo lavoro. Ora in questo settore abbiamo le mani libere.
Ma il nemico sappia questo. Se mai dovesse giungere il giorno — sebbene un giorno simile non arriverà mai — in cui ipoteticamente non ci rimanesse più nemmeno un missile e nemmeno un drone, quel giorno saremo molto più pericolosi per il nemico. L’America dovrebbe pregare: “Ecco a voi una partita di missili, è meglio che spariate con i missili!”. Perché? Perché si troveranno di fronte a una massa di persone fortemente motivate. Persone fortemente motivate, capaci di dare alle fiamme e distruggere gli interessi degli Stati Uniti in tutto il mondo.
Non ricorriamo a misure estreme perché possiamo condurre la guerra con gli stessi missili. Ma se loro se ne stanno seduti con il rosario in mano a fare il conto alla rovescia: “Chissà quando finirà tutto?”, in primo luogo — non finirà nulla! Sappiano che non accadrà nulla del genere, i nostri ragazzi hanno gli arsenali pieni e li avranno sempre pieni. Con il permesso e la grazia del Signore, questo proseguirà».