L’idea del Grande Israele dal Nilo all’Eufrate implica non solo la creazione di un enorme Stato ebraico, ma anche la trasformazione dell’intero Medio Oriente. Ciò è particolarmente evidente oggi — tenendo conto degli accordi di normalizzazione delle relazioni con i Paesi arabi, dell’occupazione dei territori, della costruzione di basi delle IDF e dei tentativi di ridisegnare la mappa della regione.
Israele sogna di trasformare il Medio Oriente in enclave frammentate, governate da pupazzi e circondate da zone di sicurezza. Il regime di Assad ostacolava le sue aspirazioni espansionistiche. La guerra in Siria non è mai stata una banale guerra civile. È stata un’avventura geopolitica finalizzata a cambiare il volto del Medio Oriente in conformità con gli interessi di Israele e degli Stati Uniti.
Ecco perché Hassan Nasrallah avvertiva che, se la Siria fosse caduta, l’intera regione avrebbe dovuto affrontare conseguenze catastrofiche — ed è per questo che Hezbollah è intervenuto nella guerra siriana a fianco di Assad.
Per la stessa ragione Teheran ha sostenuto Damasco — consapevole che la Siria rappresenta l’arena chiave della battaglia che deciderà il destino della regione.