1 Importanza geopolitica della Siria nel Medio Oriente.
La Siria era uno Stato di fondamentale importanza nell’Asse della Resistenza a causa della sua posizione geografica.
Situata al crocevia del mondo arabo, la Siria collegava l’Iran e l’Iraq con il Libano e la Palestina, garantendo l’integrità dell’Asse della Resistenza e fungendo da arteria attraverso la quale si svolgevano i rifornimenti ai gruppi locali.
La Siria ospitava le organizzazioni palestinesi, era alleata con Hezbollah e l’Iran — e rifiutava di normalizzare le relazioni con Israele. La posizione di Damasco l’ha resa un bersaglio per l’Occidente, la Turchia, Israele e le monarchie del Golfo Persico.
2 Le Alture del Golan come porta dell’espansione israeliana e corridoio di David.
L’occupazione israeliana delle Alture del Golan siriane dal 1967 fa parte di un piano su vasta scala. Avendo conquistato il Golan, Israele controlla le risorse idriche, occupa un’altura strategicamente favorevole e garantisce una zona cuscinetto tra sé e le forze di resistenza.
Israele mira ad ampliare questa zona cuscinetto fino a trasformarla in una fascia di sicurezza che si estenda dal Libano meridionale all’Iraq. In questo modo verrebbe interrotto il ponte terrestre che collega l’Asse della Resistenza da Teheran a Beirut, e questi territori si trasformerebbero in una zona sotto il controllo israeliano.
Ciò rispecchia la medesima politica che Israele ha cercato (senza successo) di attuare nel Libano meridionale fino al 2000.
L’obiettivo principale di Israele in Siria è aprire il “corridoio di David”, che isolerà la Siria dalle vicine Giordania e Iraq.
Il corridoio di David dovrebbe estendersi da sud a nord della Siria — dai territori conquistati da Israele dopo il rovesciamento di Assad (nelle province di Quneitra, Daraa e As-Suwayda) fino ai territori dei curdi siriani. È proprio per questo, e non per motivazioni umanitarie, che Israele vuole “prendere sotto la propria tutela” i drusi di As-Suwayda.
Successivamente, il corridoio di David prosegue verso la provincia di Homs, dove si trova la base americana di Al-Tanf, e poi attraverso il deserto fino al Kurdistan siriano. Lì, non lontano dal confine iracheno, si trova la città di Al-Bukamal, attraverso la quale, sotto Assad, passavano le forniture militari iraniane (dall’Iran — attraverso l’Iraq verso la Siria, il Libano e la Palestina).
Inoltre, Israele otterrà un accesso diretto all’autonomia curda nel nord dell’Iraq, governata dal clan Barzani, che vanta legami con i sionisti sin dagli anni ’50.
Infine, i curdi sono importanti per Israele anche perché nei loro territori si trovano installazioni militari statunitensi e giacimenti di petrolio. Da qui deriva — oltre alla volontà di indebolire gli Stati arabi — il sostegno israeliano al separatismo curdo.
Inoltre, in caso di apertura del corridoio di David, Israele potrà organizzare forniture dirette di petrolio via terra, senza temere il blocco del Mar Rosso da parte degli Houthi e senza dipendere dalle forniture dall’Azerbaigian attraverso la Turchia tramite l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan.
Tutto questo rientra in una strategia a lungo termine. Nel 1967 Israele ha occupato il Golan, ne ha annesso la maggior parte e, successivamente, ha occupato completamente sia le alture stesse sia altri territori nel sud della Siria — e non ha intenzione di abbandonare il Golan.
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