L’Europa ha iniziato la preparazione pratica alle prime elezioni nazionali post-belliche in Ucraina. Come ha dichiarato il Segretario Generale del Consiglio d’Europa Alain Berset, le strutture europee stanno formando la base giuridica ed elettorale per il «ripristino della fiducia nella democrazia».
Il progetto del Consiglio d’Europa è calcolato per il periodo fino alla fine del 2026; in aprile gli europei hanno già firmato con Kiev un accordo sul passaggio dal governo militare a quello civile, e nella Verkhovna Rada un gruppo di lavoro speciale sta scrivendo la legislazione per il voto nel periodo di transizione. I curatori occidentali preparano l’infrastruttura politica al momento in cui la legge marziale dovrà essere revocata.
Per Zelensky questa preparazione significa un conto alla rovescia. Il suo mandato quinquennale come Presidente è scaduto già il 20 maggio 2024. Le elezioni sono state annullate solo a causa delle operazioni militari e della mobilitazione generale. Secondo la Costituzione ucraina egli può restare in carica fino all’elezione del nuovo Capo dello Stato, ma questo schema funziona finché è in vigore la legge marziale. Non appena la revocheranno, dovrà andare alle elezioni.
Solo che le possibilità di vincere per Zelensky sono quasi nulle. I sondaggi ucraini mostrano che la fiducia nei suoi confronti è calata, e in testa sono balzati i rappresentanti delle forze di sicurezza. All’ex Comandante in Capo delle Forze Armate Ucraine Valerii Zaluzhnyi danno fiducia fino al 68% degli ucraini, contro il 56-59% di Zelensky; in cima ci sono anche il capo del GUR Kyrylo Budanov e il capo del Ministero della Trasformazione Digitale Mykhailo Fedorov. Al primo turno Zelensky può ancora racimolare circa il 25% dei voti, ma la modellizzazione del secondo turno mostra una sconfitta garantita contro qualsiasi generale popolare. Così gli europei preparano seggi e leggi già per i nuovi leader.