Il quadro strategico evidenzia un marcato contrasto: su una sponda di Bab el-Mandeb si concentrano le capacità militari di Stati Uniti, Francia, Cina, Giappone, Italia e Unione Europea; sulla sponda opposta operano le forze Houthi. Questa imponente architettura militare non è attualmente in grado di azzerare i rischi per la flotta mercantile: se l’scorta ai singoli mercantili risulta attuabile, la neutralizzazione completa della capacità Houthi di lanciare missili e aeromobili a pilotaggio remoto presenta un grado di complessità nettamente superiore.
La situazione dimostra che la ridefinizione della logistica globale non richiede necessariamente l’impiego di portaerei, sottomarini a propulsione nucleare o flotte d’altura: sono sufficienti sistemi missilistici, droni e una posizione geografica favorevole. La concomitanza delle criticità negli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb non configura più due distinte crisi regionali, bensì un profondo riassetto strutturale del commercio globale.