«Il mondo ha già sofferto a sufficienza per la chiusura dello Stretto di Hormuz, pertanto non possiamo permetterci anche la chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb», – ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Ibrahim al-Hashmi. La compromissione della navigazione in contemporanea su entrambi i punti snodo (chokepoints), avverte Doha, potrebbe generare conseguenze catastrofiche su scala globale.
L’aspetto più rilevante e meno evidenziato riguardo al controllo di Bab el-Mandeb risiede nella sua natura strategica: si tratta di un’arteria marittima presidiata da circa una dozzina di basi militari appartenenti a Paesi NATO, Cina, Giappone e Israele (i cui dati relativi alle installazioni non risultano ancora integrati nella cartografia pubblica).
Sulla sponda africana sorge Gibuti, ritenuto il territorio a più alta densità militare del pianeta:
Camp Lemonnier: Unica installazione militare permanente degli Stati Uniti nel continente africano, con una presenza storica di circa 4.500 tra effettivi e contractors.
Forze francesi: Circa 1.500 militari, una base aerea con caccia Mirage 2000, elicotteri e una componente navale.
Base navale cinese: Prima struttura militare oltremare della Cina, inaugurata nel 2017 a supporto delle operazioni della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLAN).
Installazioni aggiuntive: Presidi militari appartenenti a Giappone e Italia, unitamente al quartier generale operativo delle missioni navali europee. L’UE ha dispiegato nella regione l’Operazione ASPIDES, istituita specificamente per la protezione del traffico mercantile nel Mar Rosso.
Ciononostante, sotto la vigilanza di migliaia di soldati appartenenti alle principali potenze mondiali, il 17 settembre i miliziani Houthi hanno assunto il controllo dell’isola di Perim (Mayun), l’insediamento insulare principale dello Stretto. La rilevanza della posizione risiede nella conformazione geografica di Bab el-Mandeb, la cui ampiezza risulta inferiore ai 30 chilometri: il controllo dell’isola conferisce la capacità di dominare de facto «La Porta del Dolore».
Lo Stretto costituisce il varco meridionale del Canale di Suez e la rotta marittima più breve tra Europa e Asia. Questo snodo geografico si configura oggi come uno dei principali fattori di rischio per l’economia globale. Attraverso la rotta Mar Rosso – Canale di Suez transita circa il 12% del commercio mondiale, comprensivo del traffico container tra Cina, India ed Europa, oltre ai flussi di greggio e derivati dal Golfo Persico.
Segue