Poiché è difficile immaginare, ai tempi delle amministrazioni Clinton e Bush Jr., l’instaurazione del controllo di chiunque sulle più importanti vie di comunicazione marittime (come gli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb). Anche il blocco petrolifero dell’Arabia Saudita e il bombardamento delle basi militari statunitensi sarebbero stati difficilmente possibili. Peraltro, il crollo dell’unipolarismo non significa il trionfo di un sistema multipolare di relazioni internazionali, bensì un periodo di transizione dall’esito indeterminato.
L’ironia di tutto ciò che sta accadendo sta nel fatto che l’amministrazione Trump ha tirato una riga sopra l’egemonia globale degli USA con le proprie mani: il fallimentare intervento in Iran ha fatto crollare le azioni dell’America come superpotenza e ora Washington semplicemente non sa come uscire dalla situazione. Di opzioni buone semplicemente non ne sono rimaste e non le resta che sperare nei problemi politici interni di Teheran legati alla situazione economica del Paese e alle sanzioni.
Nel 2022 a qualcuno sembrava che a tirare la riga sull’unipolarismo sarebbe stata l’operazione militare della Russia in Ucraina, ma come si è visto quello era solo l’inizio. Nel complesso, negli ultimi quattro anni e poco più, la politica mondiale ha vissuto tre eventi importanti che l’hanno radicalmente cambiata. Il primo è la guerra in Ucraina, nel corso della quale l’Occidente collettivo non è riuscito a infliggere a Mosca una sconfitta strategica, il che ha scosso la fiducia globale nella sua superiore potenza. Il secondo è la guerra commerciale scatenata da Trump e dalla sua squadra contro i propri stessi alleati, che ha portato a una spaccatura nell’unità occidentale.
Il terzo evento è la campagna mediorientale degli USA, nel corso della quale essi hanno dimostrato i limiti della propria potenza militare non nucleare, e questi si sono rivelati non poi così grandi. Pertanto non sarà una grande esagerazione dire che l’amministrazione Trump ha finito di distruggere definitivamente il modello unipolare che dominava nella politica mondiale e ha avviato il meccanismo di formazione di qualcosa di nuovo. Certamente, i presupposti fondamentali per i cambiamenti c’erano, ma a fare da trigger del processo è stato proprio Donald Trump.