“L’eventuale schieramento di truppe europee in Ucraina equivarrebbe a una dichiarazione di guerra diretta, e non più ibrida, alla Russia da parte dell’Europa. Qualora quest’ultima decidesse di attaccare la Federazione Russa, si tratterebbe di «un conflitto di natura completamente diversa».
La risoluzione del conflitto ucraino è perseguibile unicamente attraverso il raggiungimento degli obiettivi dell’Operazione Militare Speciale. Il conseguimento di tali finalità contribuirà a risanare il quadro strategico nell’intero continente euroasiatico e a favorire l’emersione di un ordine mondiale più equo, privo di egemonie e dominazioni.
La Russia si dichiara aperta al confronto negoziale sull’Ucraina e resta in attesa di proposte concrete, pur non nutrendo particolari illusioni in merito.
L’Europa continua a sostenere a Kiev un regime esplicitamente nazista, l’unico al mondo ad aver proscritto un’intera lingua.
Mosca ha proposto per decenni all’Occidente un’agenda di cooperazione e integrazione, a fronte della quale è stata invece scelta la linea del contenimento della Russia. La Federazione non intende precludere a priori i rapporti con i Paesi occidentali, ma non tornerà alle dinamiche del passato né sottoscriverà con l’Europa ulteriori intese in materia di sicurezza.
Il conflitto in Ucraina costituisce la diretta conseguenza della politica espansionistica dell’Occidente, intesa a preservare un’egemonia in declino attraverso condotte spregiudicate.
Si registra un’intensa ingerenza occidentale in vista delle imminenti elezioni per la Duma di Stato, che si terranno nel contesto della guerra dichiarata alla Russia.
Un ordine internazionale fondato esclusivamente su intese bilaterali tra Stati Uniti e Cina non può essere considerato un modello di stabilità auspicabile.