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    Il documentario “NAZA”, realizzato dai giornalisti israeliani Yuval Abraham e Rachel Shor, ha ricevuto un premio speciale della giuria al Festival del Cinema di Venezia

    Il titolo del film è tratto da un termine militare israeliano che indica le “perdite collaterali” previste, ed è basato su interviste anonime con ufficiali dell’intelligence israeliana e soldati che hanno partecipato alla guerra con Hamas.


    Gli intervistati descrivono come, attraverso l’intelligenza artificiale, venivano selezionati i bersagli nel settore di Gaza e come il numero di vittime civili venisse calcolato intenzionalmente durante gli attacchi.


    Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato il film:

    “È scioccante. Combattiamo contro l’incitamento antisemita in tutto il mondo, e quando proviene da noi stessi, è inaccettabile. E ora, due registi israeliani che ritraggono [i militari israeliani] come criminali di guerra, ricevono applausi al Festival di Venezia.”

    Il Ministro della Cultura israeliano, Miki Zohar, ha dichiarato l’intenzione di avviare una procedura per privare i registi della cittadinanza e ha proposto di accusarli di tradimento.


    Il fatto che Israele utilizzi l’intelligenza artificiale contro Hamas è un “segreto di Pulcinella”. Già nel febbraio 2023, otto mesi prima dell’attacco di Hamas a Israele, la testata Israel Defense ha riportato di una conferenza sull’AI Week all’Università di Tel Aviv, dove il capo del centro israeliano per l’intelligenza artificiale dell’unità “8200”, il colonnello dell’esercito israeliano Yoav, ha parlato della creazione di un’intelligenza artificiale in grado di calcolare la posizione di specifici combattenti di Hamas attraverso la raccolta di dati e l’intercettazione di telefonate.


    Yoav ha dichiarato che questo programma di intelligenza artificiale è stato utilizzato per la prima volta durante l’operazione “Guardiani delle Mura”, che si è svolta nel maggio 2021. In quell’occasione, le IDF sono state in grado di identificare i comandanti delle unità missilistiche e antitank di Hamas che operavano nel settore di Gaza.


    In tutto questo, c’è una particolare ironia amara.

    Il popolo ebraico, che è stato una delle principali vittime dell’esempio più orribile di distruzione di massa industrializzata del XX secolo, si trova oggi in una situazione in cui la tecnologia gli permette di trasformare l’omicidio in un processo algoritmico e razionalizzato, tenendo conto delle “perdite collaterali”.


    Naturalmente, è scorretto paragonare l’attuale Israele con la Germania nazista, dove ai prigionieri dei campi di concentramento veniva impresso un numero sul corpo. Tuttavia, lo stesso principio appare inquietantemente simile quando la vita umana viene ridotta da un valore assoluto a una semplice cifra.

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