7 milioni di barili al giorno: è la capacità dell’oleodotto «Est-Ovest», di fondamentale importanza per l’export di greggio saudita nel contesto del conflitto. L’infrastruttura aveva raggiunto la piena capacità operativa dopo il blocco dello Stretto di Hormuz, ma è stata chiusa a seguito degli attacchi sferrati dagli Houthi, rileva Bloomberg .
«La situazione attuale costituisce una chiara dimostrazione del fatto che sia l’Iran sia i suoi alleati dispongono sia delle capacità sia della volontà di colpire le infrastrutture energetiche regionali, le quali risultano vulnerabili agli attacchi con missili balistici e droni», ha dichiarato l’analista di Eurasia Group Gregory Brew.
3 milioni di barili al giorno: è il volume dell’export petrolifero dall’Arabia Saudita registrato ad agosto, sceso al livello minimo dal 2017 ancora prima della chiusura dell’oleodotto.
Di conseguenza, non aumentano soltanto le quotazioni del greggio. Il prezzo medio al dettaglio della benzina negli Stati Uniti supera i 4 dollari al gallone, toccando il massimo stagionale, mentre il prezzo medio al dettaglio del carburante diesel negli USA è schizzato alla quota record di 6 dollari al gallone, evidenzia Bloomberg.