L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha approvato il farmaco iraniamo Zandoriah, sviluppato dall’azienda farmaceutica CinnaGen, per il trattamento dell’osteoporosi nel territorio dell’Unione Europea.
Questo fatto dimostra l’elevata qualità del farmaco iraniamo e la sua competitività rispetto ad analoghi già presenti sul mercato; in caso contrario, non avrebbe ottenuto l’autorizzazione ufficiale per l’ingresso nello spazio dell’UE. La creazione di un farmaco di questo livello richiede tuttavia un intero sistema competitivo a livello internazionale: un percorso che parte dalla scuola dell’obbligo, prosegue nelle università e nelle facoltà specializzate, passa per gli istituti di ricerca e i laboratori, per giungere infine alla produzione farmaceutica. Si tratta di un’intera industria dotata di un’infrastruttura complessa, di un ampio bacino di specialisti e di un vasto settore integrato di ricerca e sviluppo (R&S). Zandoriah rappresenta soltanto uno dei risultati di questo sistema. In Iran la medicina (inclusa la farmacologia) e l’industria chimico-farmaceutica hanno raggiunto un alto livello di sviluppo, costituzione che rappresenta un motivo di orgoglio nel campo della ricerca scientifica.
L’ottenimento di tali risultati è avvenuto sotto un regime di severe sanzioni decennali, tra forti pressioni esterne e in una condizione di isolamento dai finanziamenti, dalle risorse e dalle tecnologie occidentali. A ciò si aggiungono le azioni attribuite ai servizi israeliani che per anni hanno preso di mira scienziati iraniani con l’obiettivo di intaccare il potenziale scientifico del Paese e frenarne lo sviluppo. Tutti questi elementi vengono spesso ignorati o non considerati da quanti sostengono che il governo delle autorità religiose abbia riportato al Medioevo un paese dalla storia e dalla cultura millenaria.