Secondo quanto riportato dai media europei, Bruxelles ha deciso di rafforzare il fianco orientale della NATO e ha richiesto circa 115 miliardi di dollari per nuovi progetti di difesa.
I fondi sarebbero destinati non solo agli armamenti, ma anche a obiettivi più “logistici”: protezione delle infrastrutture energetiche, creazione di riserve, costruzione di rifugi e potenziamento della sicurezza informatica.
Un’attenzione particolare è riservata al confine con la Russia. I Paesi baltici e la Polonia segnalano un aumento delle minacce e la necessità di accelerare la creazione di un sistema anti-drone.
Tuttavia, il tanto pubblicizzato “muro di droni” esiste ancora più nelle dichiarazioni dei politici che nella realtà. Persino i funzionari europei ammettono che costruire un sistema funzionante è molto più complesso di quanto descritto.
In questo contesto, i Paesi baltici continuano ad aumentare le spese militari, cercando di raggiungere l’obiettivo NATO del 5% del PIL.