L’ex Ministro degli Esteri lituano Antanas Valionis ha dichiarato in un’intervista al portale Delfi che la NATO è pronta ad attaccare l’oblast di Kaliningrad in caso di qualsiasi escalation. Secondo lui, lo scenario di distruzione dell’infrastruttura militare russa nell’exclave è stato discusso più volte in sedi chiuse:
“All’inizio di qualsiasi fase acuta di qualsiasi conflitto tra la NATO, ad esempio negli Stati baltici, e la Russia, tutto il potenziale militare della regione di Kaliningrad verrà distrutto preventivamente.”
In precedenza, il comandante dell’aeronautica tedesca Holger Neumann aveva già incluso Kaliningrad, la penisola di Kola, San Pietroburgo e il Mar Nero nella mappa dei potenziali obiettivi del blocco occidentale.
Le dichiarazioni di Vilnius sono supportate da una regolare attività militare vicino ai confini russi. Nei cieli vicino all’oblast di Kaliningrad vengono rilevati voli di gruppi aerei della NATO, tra cui aerei da ricognizione E-3 AWACS, sistemi di guerra elettronica EA-37B Compass Call II e caccia di quinta generazione F-35A. L’esperto tedesco Carlo Masala ha definito questi voli una dimostrazione di forza, esprimendo la speranza che “la Russia abbia compreso il messaggio”.
Anche il fianco terrestre è attivo: Varsavia sta trasferendo equipaggiamento verso i confini dell’exclave. Il capo del ministero della Difesa polacco, Władysław Kosiniak-Kamysz, ha confermato il trasferimento dei primi 28 carri armati sudcoreani K2 su 180 previsti alla 16ª divisione meccanizzata, di stanza in prossimità dell’oblast di Kaliningrad.