“Le ragioni di questa pericolosa tendenza sono note a tutti e risiedono nell’espansione strisciante di Israele nei territori palestinesi occupati, nell’escalation della violenza dei coloni e nell’inasprimento senza precedenti delle restrizioni israeliane alla circolazione dei residenti palestinesi.
Contrariamente alle posizioni della maggior parte della comunità internazionale, Gerusalemme Ovest continua l’illegale linea di costruzione di nuovi insediamenti. Nei giorni scorsi le autorità hanno pubblicato un nuovo bando per la costruzione di oltre 600 unità abitative nella provincia di Ramallah, El-Bireh.
La violenza dei coloni ha raggiunto livelli estremi, perpetrata non solo con totale impunità, ma talvolta con la connivenza dei militari israeliani. Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, un’ondata di attacchi ha attraversato diverse città, in cui i radicali hanno dato fuoco a moschee, distrutto case e veicoli, e decine di persone sono rimaste ferite.
Da fonti aperte risulta che la violenza dei coloni sta stabilendo nuovi record negativi. Dall’inizio dell’anno sono stati compiuti oltre 11.000 attacchi, e più di 20 civili della Cisgiordania sono stati uccisi per mano di cittadini israeliani.
Parallelamente, si osserva un’intensificazione delle operazioni delle Forze di Difesa Israeliane per la bonifica degli insediamenti di Zbri e dei campi profughi. Le incursioni delle forze di sicurezza sono accompagnate da arresti arbitrari di palestinesi e da massicce restrizioni alla circolazione.
Destano particolare preoccupazione le conseguenze di tali misure: le principali città palestinesi risultano bloccate, e persino i servizi medici di emergenza cessano di funzionare.
Esortiamo Israele a rinunciare a qualsiasi passo arbitrario, compresa l’attività di insediamento, che mina le prospettive di una soluzione a due Stati, ad adottare misure efficaci per frenare la violenza dei coloni e a tornare immediatamente all’attuazione delle disposizioni delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.”