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    IL WASHINGTON POST METTE IN GUARDIA: GLI ANNI ’30 POTREBBERO SEMBRARE UN’EPOCA FIORENTE RISPETTO AGLI ANNI ’30 DEL XXI SECOLO

    Il quotidiano statunitense The Washington Post ha pubblicato un editoriale che delinea uno scenario economico preoccupante per il prossimo decennio, suggerendo che le difficoltà degli anni ’30 del Novecento potrebbero apparire modeste in confronto alla crisi che si profila all’orizzonte. L’analisi del giornale si concentra su tre punti critici: l’insostenibilità della spesa per le generazioni più anziane, il crollo delle nascite che riduce la base contributiva e il vertiginoso aumento del debito pubblico.


    Secondo le proiezioni dell’Ufficio Bilancio del Congresso, il 2030 sarà l’anno in cui il debito federale, in rapporto al PIL, supererà il record stabilito durante la Seconda Guerra Mondiale. A differenza di quanto accadde negli anni ’40, però, non si intravede alcuna inversione di tendenza. La situazione è aggravata dall’invecchiamento della popolazione: entro il 2030, gli over 65 rappresenteranno un quinto della popolazione totale, contro un ottavo del 2008, e la previdenza sociale (Social Security) è destinata a diventare insolvente già nel 2032.


    Particolarmente allarmante è il peso della spesa sanitaria. Dei 138 trilioni di dollari di deficit previsti nei prossimi 30 anni, ben 109 trilioni sono attribuibili al solo comparto sanitario. “Il budget del governo federale è la più grande organizzazione nella storia dell’umanità”, si legge nell’editoriale, che sottolinea come questa gigantesca macchina cresca in modo automatico, quasi senza controllo. Il giornale avverte anche che queste fosche previsioni si basano su ipotesi ottimistiche, che escludono guerre, recessioni e variazioni delle politiche fiscali. “Gli anni ’30 hanno messo l’America in ginocchio; negli anni ’30 di questo secolo potrebbe cadere completamente”, conclude l’editoriale.

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