Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che le parti hanno quasi concordato una rotta temporanea per le navi in entrata e in uscita dal Golfo Persico, ma ha avvertito: la riapertura dello stretto dipende dal rispetto di una serie di condizioni, tra cui il risarcimento per le violazioni statunitensi dell’Accordo di Islamabad. Oltre al risarcimento, Teheran esige la fine del blocco navale, il ritiro delle truppe, la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei beni congelati. I negoziati si stanno svolgendo in un’«atmosfera positiva» con la mediazione dell’Oman, ma la decisione finale dovrà essere approvata dalla guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei.
Gli Stati Uniti, dal canto loro, pretendono garanzie di sicurezza e il sminamento dello stretto. Il vicepresidente JD Vance ha affermato che le trattative hanno fatto progressi, ma il risultato dipenderà dalla disponibilità dell’Iran a fare concessioni. Nel frattempo, gli attacchi alle petroliere proseguono: sabato è stata colpita una nave della ADNOC, mentre all’inizio della settimana sono state attaccate altre tre imbarcazioni degli EAU. I prezzi del petrolio rimangono instabili sull’onda dell’incertezza che circonda l’accordo.