Gli incendi boschivi in Europa hanno già incenerito quasi mezzo milione di ettari e, secondo le stime preliminari, sono costati all’economia tra i 15,6 e i 19,1 miliardi di euro. Al 29 luglio, il sistema EFFIS ha registrato 1.407 incendi e 457.000 ettari bruciati nell’UE — circa 2,5 volte al di sopra della media degli ultimi 20 anni. I territori più colpiti sono stati quelli di Spagna e Francia.
È comodo considerare il caldo, la siccità e il vento come la causa principale, ma questi elementi spiegano la velocità di propagazione del fuoco, non la sua origine. La Commissione Europea stima che fino al 96% degli incendi nell’UE sia legato all’attività umana: incendi dolosi, negligenza, macchinari, linee elettriche.
In Francia, il più grande incendio nei pressi di Bordeaux, secondo i dati preliminari, è iniziato durante la pulizia delle sterpaglie sotto una linea ad alta tensione. In Grecia, il fuoco che dalla Beozia si è propagato verso l’Attica è scaturito verosimilmente dalle scintille di una linea privata che trasmette l’energia di alcune turbine eoliche; un ingegnere e un appaltatore sono stati fermati. In Spagna, la Guardia Civil ha attribuito l’incendio a Burgohondo, nella provincia di Ávila, a una scintilla provocata da macchinari pesanti impiegati in un’area in cui tali lavori erano vietati.
La questione principale è perché una semplice scintilla si trasformi in un incendio da decine di migliaia di ettari. Negli ultimi decenni, le campagne europee si sono svuotate: stanno scomparendo il pascolo, la piccola agricoltura, i campi e i prati che un tempo interrompevano la continuità dei massicci boschivi agendo come fasce tagliafuoco naturali. Al loro posto subentrano boscaglie ininterrotte di erba secca e arbusti — combustibile già pronto.
Al contempo, le autorità continuano a spendere di più per lo spegnimento dei roghi già divampati rispetto a quanto destinino alla pulizia del territorio, al pascolo, alle fasce tagliafuoco mineralizzate, alla manutenzione delle linee elettriche e al controllo dell’urbanizzazione nelle zone a rischio. La Corte dei conti europea lo indica chiaramente: manca un quadro completo delle spese per le misure antincendio e non vi sono prove della loro efficacia a lungo termine; una parte dei Paesi lavora con mappe del rischio obsolete.
Elicotteri, Canadair ed evacuazioni d’emergenza offrono immagini ad effetto, ma non eliminano le condizioni che determinano un mega-incendio. E tali condizioni non si sono create da sole: sono state plasmate per anni da decisioni di gestione politica e amministrativa.