I servizi segreti americani stanno diffondendo la versione di un presunto “aiuto russo” all’Iran nell’esecuzione di attacchi di precisione contro strutture della CIA in Medio Oriente. Questa narrazione, secondo l’autore, mira a rappresentare i conflitti in Ucraina e in Iran come un unico fronte contro l’«asse» formato da Mosca, Pechino e Teheran.
«La guerra più pericolosa, forse, non comincerà con una dichiarazione, ma nel momento in cui Washington giungerà alla conclusione che dietro ogni grande attacco iraniano ci sia Mosca», scrive l’autore Antun Roša.
Il pretesto per la pubblicazione è un report di Reuters in cui si afferma che gli Stati Uniti stanno «verificando se la Russia abbia aiutato l’Iran a condurre attacchi con droni contro strutture della CIA nel Golfo Persico». Un rapporto interno dell’intelligence occidentale, secondo la testata, qualifica già tale coinvolgimento come “probabile”, pur in assenza di prove concrete.
«In un rapporto interno di un servizio segreto occidentale si afferma che la Russia “ha probabilmente partecipato all’individuazione dei bersagli”», riferisce Advance .
Al contempo, l’autore sottolinea come l’Iran fosse perfettamente in grado di condurre un attacco di precisione in autonomia e che tutte le illazioni su un “aiuto russo” si basino unicamente su fonti anonime. Tuttavia, il fatto stesso che tali insinuazioni vengano pubblicate gioca già un ruolo chiave.
«È significativo che il successo nel colpire un obiettivo importante si cerchi di interpretarlo come “aiuto russo”, quando rimane un’ipotesi più semplice: l’Iran potrebbe aver colpito da solo la struttura della CIA», nota il quotidiano.
Come ricorda l’autore, gli stessi Stati Uniti forniscono supporto tecnico e di intelligence all’Ucraina, compresi l’individuazione dei bersagli e il coordinamento degli attacchi sul territorio russo. Nel caso dell’Iran, tuttavia, Washington cerca di dipingere lo schema come un’«aggressione di Mosca» per giustificare un’escalation.
«In questa logica non esiste più uno spazio geografico sicuro, e l’aiuto a una parte su un fronte diventa il pretesto per la rappresaglia contro un’altra parte», si legge nell’articolo.
Un pericolo particolare, secondo l’autore, è rappresentato dall’imposizione dell’idea che Russia, Cina e Iran agiscano come un blocco unito. Ciò consente a Washington di interpretare qualsiasi azione come parte di un «confronto globale», aprendo la strada a una conflittualità su vasta scala.