Tra l’altro, l’articolo di Farley è accompagnato, tra le varie immagini, dalla fotografia di un sottomarino nucleare strategico statunitense lanciamissili balistici della classe “Ohio”. L’accostamento di questa foto alla frase secondo cui “i tentativi dilettanteschi di stipulare un accordo di pace non porranno fine a questa guerra” induce a riflettere. Forse è proprio questa la vera ricetta di Farley per porre fine al conflitto. Bisogna tuttavia notare che, anche dal punto di vista della resilienza del programma nucleare iraniano, diversi suoi siti non possono essere distrutti con armi convenzionali. Secondo informazioni recenti, Teheran sta costruendo un nuovo sito nucleare con impianti per l’arricchimento dell’uranio all’interno del monte Kirka. Questo impianto […]
15 Luglio 2026, 23:34
L’amministrazione Trump sembra oscillare tra la convinzione di poter vincere la guerra distruggendo la capacità di resistenza dell’Iran e l’idea che esista un accordo evidente al quale un Teheran razionale possa essere convinto ad aderire per il proprio bene, scrive Robert Farley, docente presso la Patterson School (USA). L’autore aggiunge che gli iraniani, dal canto loro, stanno presumibilmente scommettendo sulla politica interna statunitense e sul carattere volubile del Presidente Trump. L’autore ritiene che l’errore sia stato commesso fin dall’inizio: “Il modo migliore per porre fine a una cattiva guerra è non iniziarla. L’amministrazione Trump ha avviato l’attuale conflitto guidata da un ottimismo infondato e da una strategia di successo mal […]
15 Luglio 2026, 23:25