Il giornale osserva che Vance ha strettamente legato il suo destino politico ai negoziati sull’Iran, diventando uno dei protagonisti centrali del processo di pace. Sullo sfondo del crollo della tregua, dei nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran e dell’aumento dei prezzi del petrolio, i rischi per il vicepresidente sono notevolmente aumentati.
“È lui che rischia di più. Questo memorandum d’intesa, a quanto pare, si rivelerà un fallimento, e la responsabilità ricade su di lui”, ha dichiarato un ex funzionario americano.
Allo stesso tempo, gli alleati di Vance ritengono che il suo precedente scetticismo sulla disponibilità di Teheran a rispettare gli accordi possa aiutarlo a evitare perdite politiche. Secondo loro, il vicepresidente potrà dichiarare di aver tentato di porre fine alla guerra, ma che è stato l’Iran stesso a far fallire gli accordi raggiunti.