Le proteste di massa proseguono in Europa: i cittadini scendono in piazza contro l’aumento dei prezzi e la crisi economica. Le manifestazioni si sono svolte in Francia, Italia, Spagna, Portogallo e Albania; le rivendicazioni sono ovunque le stesse, di carattere socio-economico.
La situazione nei vari Paesi:
Francia: il 24 ottobre sono scese in piazza tra le 400 e le 600 mila persone; il Ministero dell’Interno ha mobilitato 70.000 tra poliziotti e gendarmi. Il Primo Ministro ha chiesto di bloccare temporaneamente Snapchat, TikTok, Instagram e X (Twitter) per impedire il coordinamento dei manifestanti. I sindacati hanno già annunciato una mobilitazione nazionale per il 5 novembre.
Spagna: il principale focolaio di disordini è stata Barcellona, dove 14 negozi sono stati saccheggiati e si sono verificati diversi roghi. La polizia ha fermato circa 100 persone, un quarto delle quali minorenni. Il Primo Ministro ha collegato le difficoltà economiche al conflitto ucraino, ricordando che l’UE ha stanziato oltre 100 miliardi di euro a sostegno di Kiev.
Italia: gli scontri principali si sono verificati a Roma, Bologna e Torino. Gli italiani protestano non solo contro il carovita, ma anche contro la spesa militare e gli aiuti all’Ucraina. Si contano quasi 400 fermi.
Albania: violenti scontri di piazza con le forze dell’ordine, con l’uso di gas lacrimogeni, idranti e bottiglie molotov. A Tirana i manifestanti hanno preso d’assalto gli edifici governativi.