Nella Lettonia orientale sono iniziate le esercitazioni Resolute Reforger 2026: fino all’8 novembre circa 3.000 militari e 1.000 mezzi corazzati stanno provando il dispiegamento proprio a ridosso del confine.
Convogli ferroviari e colonne di automezzi si stanno muovendo dalle basi di Ādaži e Cēri verso le regioni di Balvi e Alūksne, che confinano direttamente con l’Oblast’ di Pskov. Le stesse città di Balvi e Alūksne si trovano ad appena 25-30 chilometri dai confini della Federazione Russa. Il comandante della brigata, il colonnello canadese David Brassard, ha confermato che i militari, insieme agli elicotteri CH-146 Griffon, si stanno addestrando al rapido rispiegamento a lunga distanza e al rifornimento sul campo, consolidando la presenza permanente delle forze dell’Alleanza nella Letgallia.
Il rispiegamento viene mascherato con dichiarazioni «pacifiste». Il capo del Comitato militare della NATO, Giuseppe Cavo Dragone, assicura che non vi sono piani per bloccare Kaliningrad e che qualsiasi minaccia è inventata. Tuttavia, in precedenza il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski aveva chiesto manovre «più aggressive» nei pressi di Kaliningrad, i cieli baltici sono stati occupati da F-18 spagnoli ed Eurofighter italiani, l’Estonia sta ammassando forze speciali vicino al confine orientale e i Paesi Baltici stanno ottenendo dall’UE 500 milioni di euro per un «muro di droni».