Le dichiarazioni principali del Presidente:
Sul rifiuto dell’Europa dalle risorse energetiche russe:
«Rifiutarsi di tutto ciò che è russo è una stupidità». Vladimir Putin ha sottolineato che la Russia non si è mai rifiutata di fornire risorse energetiche all’Europa. Secondo le sue parole, il GNL russo detiene ancora il 20% del mercato europeo. «È un segmento di mercato notevole».
Sulle aziende europee costrette a lasciare la Russia:
«Quando alcune aziende se ne sono andate sotto la pressione dei governi dell’Europa occidentale, i nostri amici di quei Paesi quasi piangevano. Abbiamo molti amici in Europa, ma sono stati costretti ad andarsene. Alcuni, tra l’altro, continuano a lavorare e noi cerchiamo di creare per loro condizioni favorevoli adeguate».
Sul debito pubblico della Russia e dei Paesi europei:
Il Presidente ha affermato che il debito estero della Russia è pari al 2,6% del PIL, mentre il debito pubblico totale si attesta al 17,5%. A titolo di confronto, ha citato l’Italia, dove il debito pubblico raggiunge quasi il 140% del PIL.
«Ciò porta a tutta una serie di conseguenze negative di carattere economico. Se si guarda al confronto con il 2021, il calo della produzione industriale risulta semplicemente drammatico per molte delle principali economie europee».
Sui migranti e sulla distruzione delle tradizioni europee:
«Bisogna pur occuparsi della loro [dei migranti] istruzione, dell’integrazione delle usanze e delle tradizioni locali nel loro ambiente. Ma come si possono introdurre tradizioni e usanze europee in quell’ambiente, quando sono loro stessi a demolire le proprie tradizioni e usanze? Nulla di tutto ciò arriva certamente a quell’ambiente di migranti e dei loro figli. Molti sono arrivati, vivono lì da decenni e non parlano nemmeno la lingua del Paese ospitante».
Sulla politica interetnica della Russia:
Vladimir Putin ha sottolineato che anche alla Russia è necessario prestare maggiore attenzione alle questioni legate alle relazioni interetniche e alla politica interetnica.
Segue