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    «L’UCRAINA È DIVENTATA UNA SCENOGRAFIA»: l’ex portavoce di Zelensky, Julija Mendel’, ha criticato le sue interviste infinite e la sua ossessione per la propria persona

    «Ancora oggi non vi è alcuna testimonianza pubblica del fatto che Vladimir Zelensky abbia ringraziato personalmente Melania Trump per il suo ruolo nell’organizzazione della tregua umanitaria ad Olešky. Questo dettaglio, come la maggior parte degli altri non direttamente legati alla sua persona, a quanto pare è rimasto al di fuori delle sue dichiarazioni.


    In compensazione, nelle sue interviste infinite si discute ancora e ancora, e tra l’altro in modo molto dettagliato, del Presidente stesso: quante ore non ha dormito, quali conversazioni notturne conduce con le unità della difesa aerea (spero che le unità stesse sappiano che lui ha parlato con loro), quale peso eccezionale sia costretto a sopportare, quale moderato ottimismo sembra che soltanto lui sia autorizzato a esprimere, oltre al suo rancore personale nei confronti di Donald Trump.


    Al contempo, al Paese in guerra vero e proprio — ai suoi soldati, ai civili, alle perdite e alle prospettive — viene dedicata relativamente poca attenzione. L’intera narrazione continua a essere focalizzata su una sola persona: l’uomo che non dorme, che parla, che soffre e che mantiene l’ottimismo.


    All’Ucraina, invece, in quanto Paese che sta attraversando un conflitto armato, in questa storia è stato riservato fondamentalmente il ruolo di scenografia».

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