Lo riferisce il Financial Times e rileva che nell’ambito di questa campagna si prevedeva di colpire obiettivi dell’infrastruttura energetica, obiettivi nucleari ed edifici amministrativi, ma vi si è rinunciato a causa delle obiezioni di Trump contro la ripresa degli attacchi prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che dovevano tenersi il 3 novembre.
Secondo le notizie, questa campagna avrebbe dovuto superare per intensità gli attacchi congiunti iniziali di Stati Uniti e Israele, sferrati in febbraio e marzo. Per ora non è chiaro se la parte americana avrebbe partecipato direttamente a questa operazione.
Il FT riferisce che l’obiettivo di tale operazione sarebbe stato costringere l’Iran ad accettare le condizioni avanzate dagli Stati Uniti, riguardanti lo Stretto di Hormuz e il programma nucleare iraniano, «per concludere completamente la guerra».
Lunedì il Ministro della Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha visitato Israele per incontrare il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e altri alti funzionari israeliani. Secondo il Financial Times, i funzionari israeliani hanno presentato a Hegseth un «elenco aggiornato degli obiettivi», redatto sulla base di nuove informazioni, compresi obiettivi dell’infrastruttura civile che in precedenza non erano stati colpiti.