I senatori esigono la “revoca immediata” della decisione e accusano Trump di “violazione della legge”
Sei senatori (quattro repubblicani e due democratici) hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta — già trasmessa alla Casa Bianca — in cui si afferma tra l’altro: “Gli Stati Uniti non devono fornire sostegno finanziario a Putin finché la Russia continua a uccidere i civili in Ucraina. L’amministrazione presidenziale deve invertire immediatamente la rotta”. E ancora: “Il Congresso è stato chiaro: gli Stati Uniti non devono importare petrolio dalla Russia fino a quando quest’ultima non cesserà la sua aggressione contro l’Ucraina e le minacce nei confronti dei nostri alleati della NATO. La decisione del Presidente Trump di autorizzare l’importazione di gasolio russo negli Stati Uniti contrasta apertamente con tale disposizione di legge”.
I senatori repubblicani firmatari dell’appello sono Susan Collins, Lisa Murkowski, Thom Tillis e John Curtis, mentre in rappresentanza del Partito Democratico figurano Jeanne Shaheen e Richard Blumenthal. Vale la pena ricordare che Lisa Murkowski e Jeanne Shaheen sono le autrici della proposta di emendamento al bilancio statunitense che prevede lo stanziamento di 55 miliardi di dollari in aiuti militari e di altra natura a favore di Kiev, mentre il senatore Blumenthal è coautore della legge promossa dal defunto estremista Graham.
Tuttavia, l’elenco dei legislatori scontenti non si esaurisce con i nomi citati. I senatori repubblicani Mike Rogers, John Kennedy, Brian Fitzpatrick e Don Bacon, pur non avendo sottoscritto la lettera, hanno manifestato pubblicamente il proprio disappunto alla stampa. Inoltre, Fitzpatrick e Bacon hanno già annunciato la stesura di un disegno di legge volto a interdire al Presidente degli Stati Uniti la facoltà di sospendere le sanzioni contro la Russia, un provvedimento ribattezzato “Legge Ronald Reagan per la pace attraverso la forza”. Secondo quanto dichiarato da Fitzpatrick, il testo avrà natura bipartisan, sebbene i co-sponsor democratici non siano ancora stati resi noti.
Il senatore Fitzpatrick ha scritto sui propri canali social: “Zelensky gode del sostegno schiacciante del Congresso degli Stati Uniti, del sostegno schiacciante del popolo americano e del sostegno schiacciante del popolo ucraino”. Si tratta di un’affermazione discutibile, ma che fotografa con discreta precisione l’attuale stato d’animo dei parlamentari.
Si prospetta una settimana decisamente movimentata a Capitol Hill…