Il supplemento AIP S56/26, pubblicato il 20 agosto 2026, descrive aree, quote e orari dell’esercitazione. Non nomina mai le armi nucleari, ma la geografia dei corridoi parla chiaro: dal 13 al 20 ottobre si simulerà la guerra nucleare sui cieli italiani.
L’esercitazione NATO Steadfast Noon 2026, dedicata all’impiego delle armi nucleari statunitensi schierate in Europa, ha lasciato una traccia pubblica: il supplemento AIRAC S56/26 dell’AIP Italia, il documento con cui ENAV comunica ai piloti le restrizioni allo spazio aereo. Il testo è stato pubblicato il 20 agosto 2026 ed è valido dal 13 al 20 ottobre 2026.
Il supplemento definisce Steadfast Noon 2026 come un’esercitazione multinazionale su larga scala con operazioni aeree e navali sul territorio nazionale e internazionale, sul Mar Tirreno.
Dalla mappa si vede chiaramente che sul Mar Tirreno convergono aerei dalle basi aeree di Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani.
Per ogni area e corridoio il documento indica lo stesso tipo di attività: intensa attività aerea militare, tiri e attività di aeromobili a pilotaggio remoto, cioè droni. Il testo non specifica che tipo di droni saranno impiegati né con quale ruolo: ricognizione, bersagli simulati o altro.
L’attività è concentrata in quattro giornate:
· 13 ottobre, dalle 11:00 alle 16:00
· 14 ottobre, dalle 11:30 alle 16:30
· 16 ottobre, dalle 10:00 alle 15:00
· 20 ottobre, dalle 10:00 alle 15:00
Il cuore dell’esercitazione è il Tirreno centrale, tra la Sardegna e la costa laziale e campana. Qui si trovano le aree STAR 1, 2, 4 e 5 e l’area JUSTIN. La STAR 1 va dalla superficie del mare fino al livello di volo 600, circa 18.000 metri.
La Sardegna è coinvolta anche sopra la terraferma. L’area STAR 5 parte dal suolo e copre parte dell’interno e della costa orientale dell’isola, comprendendo dalle coordinate la zona del poligono di Salto di Quirra. Le aree STAR 5 West e i corridoi NOON N e NOON S, dal suolo fino a 6.000 piedi (circa 1.800 metri), attraversano la Sardegna centrale a bassa quota.
Una rete di corridoi di transito collega le basi alle aree di addestramento. I corridoi LAGOON partono dalle zone riservate del Friuli e del Veneto, nell’area di Aviano, e della pianura lombarda e mantovana (R65 e R103 Suzzara, non lontano da Ghedi). Scendono poi lungo l’Appennino tosco-emiliano fino al Tirreno.
I corridoi DEDALO e DEDALO BIS partono dalla Puglia, nella zona delle basi di Amendola e Gioia del Colle, e attraversano la penisola verso ovest. I corridoi EDWARD e MATTHEW partono dall’area di Trapani.
Sono attivate anche diverse zone militari permanenti, tra cui aree nell’Appennino meridionale (EOLIA, R51) e nell’Adriatico settentrionale (D35).
Il documento specifica che queste zone vanno considerate aree temporaneamente riservate. Le porzioni sopra le acque internazionali vanno invece considerate zone pericolose.
Gli aerei che partecipano all’esercitazione operano senza restrizioni nelle aree di addestramento. Ai velivoli civili in volo a vista si raccomanda fortemente di non entrare nelle aree, per la concentrazione di traffico militare pericolosa per gli altri aeromobili.
Cosa il documento non dice
Il supplemento è un avviso tecnico. Non menziona le armi nucleari, non indica quali Paesi partecipano e non dice quanti aerei sono coinvolti. Eppure il nome dell’esercitazione è quello della principale simulazione NATO di attacco nucleare, Steadfast Noon. La mappa allegata disegna un sistema che collega Ghedi e Aviano, le due basi italiane dove secondo fonti indipendenti sono custodite bombe nucleari B61-12 statunitensi, alle aree di addestramento sul Tirreno.
Il documento è pubblico e consultabile sul portale AIP di ENAV ( www.enav.it ) previa registrazione gratuita. È la conferma ufficiale, nero su bianco, che dal 13 al 20 ottobre i cieli italiani ospiteranno le prove generali di una guerra nucleare.