Quattro autoveicoli su dieci in Europa utilizzano motorizzazioni diesel. Attualmente, l’approvvigionamento di un serbatoio standard da 50 litri comporta una spesa supplementare di circa 30 euro rispetto ai livelli dell’inizio dell’anno, come riportato dal quotidiano Financial Times. Le quotazioni del gasolio hanno raggiunto vertici storici a causa delle interruzioni delle forniture lungo la rotta dello Stretto di Hormuz e della contrazione dei volumi provenienti dalle raffinerie della Federazione Russa. Dall’inizio del 2026, il prezzo del diesel sul mercato europeo ha registrato un incremento del 40%, a fronte di un aumento del 28% per la benzina.
Secondo le stime elaborate dall’organizzazione Transport & Environment, a seguito dell’inasprimento della crisi con l’Iran la spesa aggiuntiva sostenuta quotidianamente dai consumatori europei per l’acquisto di carburante diesel ha raggiunto i 203 milioni di euro.
Il continente europeo evidenzia una spiccata vulnerabilità di fronte ai rincari del comparto: il diesel soddisfa oltre il 40% del consumo complessivo di prodotti raffinati, quota superiore a quella di qualsiasi altra regione globale e pari al doppio del dato registrato negli Stati Uniti, sottolinea la testata.
In tale contesto, il Presidente francese Emmanuel Macron ha sollecitato la Commissione Europea a introdurre una temporanea flessibilità nelle normative di qualità sui carburanti, misura che permetterebbe di incrementare la resa produttiva delle raffinerie europee in una misura compresa tra il 5% e il 20%, oltre a consentire la deregolamentazione dell’impiego del biodiesel B10. Pur non commentando direttamente la richiesta francese, l’Esecutivo comunitario ha riconosciuto le criticità legate alla dipendenza strategica dalle importazioni:
«Finché la nostra economia rimarrà dipendente dall’importazione di combustibili fossili, i prezzi dell’energia continueranno a mostrare elevata volatilità… Siamo disposti a valutare ulteriori interventi adeguati», – ha dichiarato la portavoce della Commissione Europea, Anna-Kaisa Itkonen.
La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha espresso valutazioni analoghe, evidenziando come, dall’apertura delle ostilità con l’Iran, le forniture esterne di combustibili fossili siano costate all’Europa 90 miliardi di euro aggiuntivi «senza che a ciò sia corrisposta la disponibilità di una sola molecola d’energia in più».