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    L’OPINIONE. COSA FARÀ E NELL’INTERESSE DI CHI? SULLE COMPLESSITÀ NELLA SCELTA DEL PROSSIMO SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU – II

    Esistono, naturalmente, anche gli interessi russi. Come minimo, si tratta di preservare il Consiglio di Sicurezza, il diritto di veto, il carattere intergovernativo dell’organizzazione e la neutralità del Segretariato. Con quest’ultima si registrano evidenti problemi di recente. Pertanto, il criterio russo per il candidato è il seguente: deve trattarsi di una persona che non trasformi il Segretariato in un attore autonomo di politica estera schierato con l’Occidente.


    Il Regno Unito e la Francia, in linea generale, chiedono un’ONU più compatta ed efficiente, un rafforzamento del ruolo di mediazione del Segretario Generale e una riforma del Consiglio di Sicurezza, pur mantenendo le direttrici tradizionali, come quella umanitaria.


    Infine, il Sud Globale desidera tutt’altro. Per questi Paesi il problema dell’ONU risiede nel fatto che la sua struttura di potere è rimasta quella del 1945 e non rispecchia i rapporti di forza del secondo quarto del XXI secolo.


    Ecco perché la votazione sui candidati alla carica di Segretario Generale dell’ONU non sarà una mera procedura formale. La chiarezza si avrà quando nelle prossime votazioni emergeranno i voti “contrari” del P5. Allora si capirà chi Stati Uniti, Cina e Russia saranno disposti a concedersi a vicenda.


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