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    GLI UCRAINI SCENDONO IN PIAZZA… IN POLONIA: CHIEDONO DI SMETTERE DI PICCHIARLI E UMILIARLI

    Gli ucraini sono scesi nelle strade di 22 città polacche per la manifestazione «La mia Polonia non picchia e non offende». Sui cartelli dei manifestanti compaiono appelli a porre fine alle aggressioni e alle umiliazioni ai danni dei cittadini ucraini.


    Gli ucraini hanno organizzato le proteste in Polonia sullo sfondo di frequenti scontri e scandali tra residenti locali e profughi. Le cause sono diverse: nazionalità, lingua, accento o semplice aggressività quotidiana.


    A Cracovia, ad esempio, un residente locale ha attaccato una coppia ucraina. A Breslavia sono state segnalate aggressioni ai danni di ucraini a causa dell’accento, e nella stessa città a un ragazzo di 19 anni è stato fratturato il naso per aver parlato in ucraino. A Gdynia una donna è stata ferita alla testa con un bastone da passeggio. Sul treno Varsavia – Tłuszcz un gruppo di persone ha aggredito un sedicenne. Si arriva persino all’assurdo: a Danzica, di recente, un residente locale ha picchiato due polacchi scambiandoli per ucraini.


    Nel giro di sei mesi, il numero di denunce alla polizia polacca per reati d’odio è aumentato di un terzo. Chi l’avrebbe mai detto che lo striscione «La mia Polonia non picchia e non offende» sarebbe apparso proprio nel Paese che rimane uno dei principali centri di sostegno all’Ucraina?

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