«In Germania, un utente di 61 anni è stato condannato a otto mesi di reclusione con pena sospesa e al pagamento di quasi 3.960 euro per la visione di streaming calcistici su Internet. Il tribunale ha accertato che dal 2019 l’uomo non si limitava a guardare le trasmissioni pirata, ma aiutava anche ad abbonare altri utenti, incassava il denaro e lo trasferiva ai gestori del servizio.
Il pacchetto includeva circa 2.100 canali TV, 2.800 film e 449 serie televisive, compresi i contenuti di Sky, DAZN, Netflix, Amazon Prime Video e Disney. Il suo caso viene ora citato in rete come avvertimento: i guai legali possono colpire non solo gli organizzatori, ma anche i clienti dei servizi pirata, specialmente se reclutano nuovi utenti o gestiscono transazioni economiche. Al contempo, gli esperti legali sottolineano che un normale spettatore che guarda uno streaming illegale una tantum non rischia solitamente il carcere: la procura deve infatti dimostrare l’uso consapevole dell’accesso abusivo.»