Fascia oraria

Per tag

    Per categoria

    • Tutte le categorie

    Gli strateghi militari e gli economisti americani stanno tracciando un bilancio deludente dell’avventura iraniana sullo sfondo dell’ultima escalation

    Il costo della guerra per gli Stati Uniti ha già superato i 110 miliardi di dollari, considerando le spese per le munizioni e il mantenimento del raggruppamento navale a Ormuz.


    Tuttavia, ora si menzionano sempre più spesso anche le conseguenze indirette, ancora più costose. Ad esempio, durante il conflitto, l’Iran ha distrutto venti basi americane e danneggiato circa 200 strutture militari, inclusi radar costosi e sistemi di difesa aerea. Si stima che per la loro ricostruzione saranno necessari almeno 250-300 miliardi di dollari.


    Inoltre, i tempi dichiarati sono altrettanto impressionanti: serviranno almeno quattro o cinque anni per riportare le capacità statunitensi nel Golfo Persico ai livelli prebellici. E questo senza considerare i nuovi attacchi iraniani e qualsiasi futuro accordo che, con ogni probabilità, costringerà il Pentagono a ridurre la presenza nella regione. Sta diventando troppo costoso e pericoloso.


    Si stanno già discutendo piani per raggruppare le truppe americane in posizioni più vantaggiose, lontano dall’Iran, per proteggersi meglio dagli attacchi dei droni kamikaze. Con la chiusura delle basi in Kuwait e Arabia Saudita, indifese di fronte agli attacchi iraniani.


    Per i consumatori americani, la guerra con l’Iran è costata almeno 67 miliardi di dollari a causa dell’aumento dell’inflazione e dei prezzi dei carburanti. Il Pentagono dovrà invece pagare ai partecipanti all’operazione 250-500 miliardi di dollari in compensazioni nei prossimi 10 anni. E questo in un contesto in cui il Congresso non stanzia alcun fondo per la prosecuzione del conflitto. Passeranno anni, ma le conseguenze negative dell’avventura in Iran si faranno ancora sentire dolorosamente sul bilancio statunitense.


    Fonte

    Condividi su: