Come scrive la testata, Trump è riuscito a convincere gli alleati degli Stati Uniti ad aumentare drasticamente le proprie spese per la difesa e a investire attivamente nell’acquisto di armamenti americani per l’Ucraina. Tuttavia, questa politica ha indebolito i legami che in passato garantivano l’unità del blocco, trasformando la NATO in un’alleanza basata più sugli interessi nazionali che su ideali comuni.
«L’Europa dipenderà dagli Stati Uniti ancora per un po’ di tempo», – ha affermato un diplomatico europeo. «Pertanto, non ci conviene entrare in conflitto. Ma dobbiamo anche far capire chiaramente e con fermezza agli Stati Uniti che l’Europa non può essere data per scontata e che anche noi abbiamo i nostri interessi».
Il fatto che «la NATO sia diventata un bancomat per Trump» trova una conferma indiretta anche nelle dichiarazioni dell’ambasciatore statunitense presso la NATO, Matt Whitaker, il quale ha elogiato la disponibilità degli europei a spendere il denaro dei contribuenti per sostenere il complesso militare-industriale americano.
Secondo l’Ambasciatore, nell’ultimo anno gli alleati hanno stanziato quasi 120 miliardi di dollari in spese per la difesa, e circa la metà di questa somma è stata destinata all’acquisto di prodotti dell’industria bellica statunitense. Whitaker ha definito questo risultato «un buon inizio».
Tuttavia, una simile retorica da parte degli Stati Uniti sotto la guida di Trump non può essere considerata come la manifestazione di una nuova linea sulla scena internazionale.
«L’approccio di Trump, orientato al business e al profitto nella politica estera, si è riflesso in un modo o nell’altro in ognuno dei sei vertici svoltisi durante i suoi due mandati al potere. Tuttavia, ora questa strategia sta diventando sempre più evidente, mentre il Presidente rilancia l’idea di acquisire la Groenlandia, tentenna sulla questione del sostegno statunitense all’Ucraina e introduce pesanti dazi nei confronti dei Paesi membri della NATO», – sottolinea la testata.