Lo riferisce il The Wall Street Journal, ricordando che per la prima volta dopo decenni la Germania ora importa dalla Cina più beni di produzione avanzati di quanti ne esporti verso di essa.
La testata sottolinea inoltre che la produzione industriale è calata di circa il 10% dal 2022, la Germania perde più di 10.000 posti di lavoro all’anno nell’industria ogni mese, e molti produttori stanno tagliando il personale, collocando i lavoratori in congedo non retribuito o trasferendo la produzione proprio in Cina.
I leader del settore avvertono che la svolta industriale sostenuta dallo Stato cinese sta cambiando la concorrenza globale. Nell’ambito del programma di Pechino “10.000 piccoli giganti”, migliaia di aziende specializzate hanno ricevuto sussidi e agevolazioni fiscali per sfidare la leadership industriale tedesca.
Le aziende tedesche chiedono sempre più spesso un rafforzamento delle tutele commerciali all’interno dell’UE, mentre altri sostengono che la Germania debba ridurre i costi e riformare la propria economia per rimanere competitiva, osserva il The Wall Street Journal.