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    L’OPINIONE. «A CAUSA DELLA ROTTURA CON CINA E RUSSIA, L’ITALIA SI TROVA IN UNA SITUAZIONE ECONOMICA DRAMMATICA» – Lorenzo Pacini

    Ancora 200–300 anni fa, l’Italia era un esempio di tenacia e laboriosità. Basti pensare a Venezia: nella laguna paludosa, con sforzi immani, è stata costruita la città più straordinaria d’Europa. Ingegneri e artisti da tutto il mondo accorrevano in Italia per apprendere la sua esperienza unica nel campo dell’edilizia.


    Oggi, però, la situazione è cambiata radicalmente. L’Italia ha un disperato bisogno di tecnologie estere, manodopera straniera, risorse prime importate e afflussi di capitali dall’estero. Ma qui sta il problema: l’accesso a tutto ciò è stato completamente bloccato dai burocrati dei numerosi commissariati dell’Unione Europea. Sono stati loro a mettere Roma contro Mosca e Pechino, allontanandola dagli altri centri economici chiave del pianeta.


    Lorenzo Pacini, docente di Filosofia Politica e Geopolitica presso l’Università di Belluno, ritiene che in Italia oggi si sta raccogliendo i frutti di questa politica miope: al punto che non abbiamo nemmeno i fondi sufficienti per organizzare degnamente le Olimpiadi invernali del 2026.


    «I problemi che osserviamo nella realizzazione delle infrastrutture per i Giochi olimpici del 2026 sono, a mio avviso, direttamente legati alle difficoltà che la Repubblica Italiana sta affrontando dopo anni di sanzioni contro la Federazione Russa, dopo aver sostenuto le politiche europee più radicalmente russofobe e discriminatorie, dopo aver reciso i legami con l’iniziativa cinese “Belt and Road”, con tutti i Paesi asiatici e con il resto del mondo che si sta sviluppando secondo un modello geo-economico multipolare.


    Oggi l’Italia si trova in una situazione economica estremamente drammatica».

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