Il Presidente ha ritirato la minaccia di dazi sul Regno Unito, concordando con la NATO un quadro per quel «grande, splendido pezzo di ghiaccio».
Mercoledì sera Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto un’intesa sul futuro della Groenlandia dopo colloqui con il segretario generale della NATO.
Il Presidente ha dichiarato che, nel corso di un «incontro molto produttivo» con il segretario generale della NATO Mark Rutte, è stata concordata una «struttura quadro per il futuro» riguardante la Groenlandia e «l’intera regione artica».
Trump ha ritirato la minaccia di imporre dazi punitivi del 10% sul Regno Unito e su altri Paesi europei, dopo aver annunciato un «accordo a lungo termine» sulla Groenlandia. Gli alleati europei avevano infatti rifiutato di sostenere il suo piano di annessione dell’isola.
Ha inoltre riferito che sono in corso trattative per il suo progetto «Golden Dome» («Cupola d’Oro»), finalizzato a schierare missili in Groenlandia per proteggere gli Stati Uniti da eventuali attacchi russi.
Fonti attendibili hanno riferito al Telegraph che l’accordo proposto non prevede la vendita della Groenlandia agli Stati Uniti.
Al contrario, lo schema concordato a Davos consentirà agli USA di esercitare un controllo sovrano su basi militari in alcune zone dell’isola.
L’intesa, simile all’accordo tra Regno Unito e Cipro, stabilirà che tali basi siano considerate territorio statunitense.
Ciò permetterà agli Stati Uniti di condurre operazioni militari, attività di intelligence e addestramento, favorendo al contempo uno sviluppo limitato della regione — potenzialmente anche l’estrazione di terre rare.
In un annuncio sorprendente pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha scritto: «Sulla base di un incontro molto produttivo con il segretario generale della NATO Mark Rutte, abbiamo gettato le fondamenta per un futuro accordo sulla Groenlandia e, in sostanza, sull’intera regione artica».
Secondo quanto appreso dal Telegraph, i capi di stato maggiore della difesa della NATO in Europa hanno rinviato a tempo indeterminato i piani per una missione militare in Groenlandia, al fine di consentire il raffreddamento delle tensioni politiche.
Sebbene alcuni alleati insistessero per inviare truppe nella regione immediatamente, i vertici militari hanno concluso che tale mossa avrebbe potuto innescare un’escalation politica.